Mappe e tracciati generali

ottobre 16, 2006

Cominciamo con la visualizzazione del tracciato che abbiamo percorso rappresentato in diverse forme:

Questa prima mappa lavora su una scala molto grande, che comprende tutti i 70 Km di percorso, ed è evidenziato in arancione il tracciato completo.

Sulla sinistra c’è la strada che abbiamo percorso con i mezzi pubblici all’andata (tempo di percorrenza: circa 1 h). Il punto di arrivo-partenza è stato Sant’Oreste, alle pendici del Monte Soratte.

da lì a piedi , in un settimana, ci siamo avvicinati a Roma. In queste prime mappe non sono evidenziate le tappe, che invece saranno approfondite nalle categorie specifiche.

1- La visione satellitare:

La visione satellitare ci interessa per inquadrare il percorso.

Anche se a bassa risoluzione (ciascuno può consultare google earth per visualizzare dettagli), ci accorgiamo come dalla visione satellitare a questa scala risalti una matrice territoriale costituita prevalentemente da elementi morfologici naturali.

Tutto il fermento e le traformazioni che abbiamo rilevato attraversando il territorio non si notano neancora a questa scala, che invece fa risaltare la centralità dell’insediamento urbano di Roma.

La rugosità dei rilievi e dei corsi d’acqua fa inoltre risaltare la valle del Tevere come elemento primario… In cui confluiscono i corsi d’acqua e quindi le valli delle colline crircostanti.
Purtroppo il nostro tracciato copre il Monte Soratte, uno stranissimo “panettone” in mezzo alle colline. Assodato come il lazio una volta era inabbisato, e come il Monte Soratte fosse un isola di quell’arcipelago formato dai vari monti, è scenograficamente rivelante la sua singolarità. Oltre a rappresentare “la capoccia di Mussolini” (come lo chiamano ancora i laziali), è il punto più alto vicino a Roma, il primo “monte”… e a causa di ciò punto strategicamente rilevante. Infatti come vedremo la storia militare del Monte Soratte si interseca e si estende fino alla realtà contemporanea.

Ma tornado al tracciato si nota come abbiamo prima raggiunto e poi fiancheggiato il Tevere lungo le diverse sponde (molto diverse tra loro non solo geologicamente).

Mappa CTR con tracciato

2:Il tracciato GPS

Durante tutto il tragitto un artista-coreografo (Gabriel Hernadez) ha rilevato il nostro percorso tramite un GPS. A questa scala ci è utile solamente per vedere come il nostro tracciato si sia svolto parallelo al Tevere e alle principali infrastrutture Nord-Sud (la TAV, l’autostrada del Sole, la Flaminia etc.). Ma quando scenderemo in alcuni dettagli il GPS è estremamente utile per verificare non solo i tracciati geografici, ma anche le velocità di spostamento, la linearità delle traiettorie, le medie orarie, i punti di arresto.

Tracciato GPS
-La CTR (Carta Tecnica Regionale)

La Ctr è stata il vero strumento di navigazione sul campo. A questa Scala non sono leggibili tutte le strade, i rilievi, le strade bianche, gli eletrodotti, gli edifici, i punti cospiqui, che riporta.

L’immagine sottostante è l’unione di tre fogli-quadranti.. un totale di circa tre metri quadri!

Abbiamo annotato tramite dei segni e dei post -it una serie di riflessioni che ci aiutano non solo a ricordarci di alcuni “elementi”, ma piuttosto a ricordare le relazioni “tra” gli elementi. Le difficoltà di alcuni passaggi, la non leggibilità di alcuni territori, le relazioni con gli abitanti di alcune zone, i segnali rilevanti… Anche questa carte, quando scenderemo nel dettaglio sarà utile alle nostre rilessioni, perchè racchidue come un diario di viaggio i “segni” dell’esperienza; è la carta che più aiuta aricordare e evoca re gli odori, i rumori o i silenzi degli ambienti attraversati, le facce delle persone incontrate e più in generale le sensazioni avute.
CTRQu

-La mappa mentale

Questo schizzo, ingrandimento del paericolare in alto a destra dell ctr, rappresenta una sorta di mappa mentale che abbiamo annotato duraante il percorso.

La linea retta sulla sinistra rappresenta il treno e l’autobus che abbiamo preso andando da Roma a Sant’Oreste il primo giorno… mentre il percorso elicoidale risuume il primo giorno: un escursione sul monte ma anche una scoperta “interna” al monte: la città sotteranea delle gallerie.

Poco sulla sinistra invece un tragitto arzigogolato ci rappresenta il luogo dove ci siamo resi conto di aver attraversato un rimasuglio della “vera campagna romana”, stereotipizzata e conservata. Unica eccezione alcune ville superecintate. Probabilmente il fatto di essere un territorio stretto da una parte dal Monte Soratte e la ferrovia, e dall’altra dall’autostrada e il Tevere , lo ha reso refrattario alle veloci dinamiche di trasformazione che invece abbiamo riscontrato ovunque.

L’asola a sinistra rappresenta invece una risalita e ridiscesa lungo il tevere a bordo di un battello semisolare ( i pannelli fotovoltaici erano rotti) nella riserva Tevere Farfa…

Poi invece la discesa del Tevere è stata lineare, con dei tentativi spesso disillusi di inoltrarci nelle anse del fiume (il diagramma sismografico sulla dx).

In queste escursioni abbiamo trovato dei centri di ricerca d’eccelenza che abbiamo rappresentato con i cerchi concentrici delle onde elettromagnetiche di due grandi magneti che abbiamno trovato dentro il centro sperimentale per la nutrizione delle piante.

Proseguendo verso Roma quella strana forma a fagiolo che si trova in basso è la riserva Nomentum di mentana, un pò fuori strada, enclave ecologica in un paesaggio prezioso con delle forti trasformazioni sociali (fortissiomo il fenomeno del pendolarismo).

Poi Roma. Il semicerchio in basso è un tratto di GRA che abbiamo percorso a piedi prima di inoltrarci nel deserto periurbano che al momento Buffalotta, cantiere del più grande centro commerciale d’Europa (quanto ci piacciono a noi Italiani queste cose).

Poi Ritorno a Valle Giulia.

Aggiungo solo che la temperatura e il clima di Luglio sonostati veramente torridi, e l’esperienza oltre che magnifica, è stata molto utile a fotografare un territorio in veloce mutamento. Mi è giunta voce che in tutto siano state scattate 17000 foto dagli 8 percorsi. Questo da l’idea dell’importanza archivistica e storica dell’operazione, oltre alla dimensione estetica del camminare (Francesco careri, Walkscapes, Einaudi) , e ai portati che le varie discipline presenti portareanno ad una difficile ma preziosissima sintesi finale.

Quindi questo blog esiste non solo per archiviare e rappresentare l’esperienza, ma anche per interagire continuamente con i soggetti interessti (le persone e le comunità che abbiamo incontrato, i componenti del gruppo, chi è stato e chi tornerà in queli luoghi).
tracciato-mentalepost.jpg

contact gruppo 03: Urbanista Michele Brunello +39 380 73 26 149 , michele@attualamente.org

Annunci