ottobre 30, 2006

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Il monte Soratte e Sant’Oreste

ottobre 21, 2006

Il monte Soratte

Il racconto di questo luogo, nodo territoriale fondamentale nella nostra esperienza di attraversamento della campagna romana, è articolato in 3 post che seguono la cronologia della giornata (mattino, sera, notte), ma che in realtà raccontano 3 diverse letture dello stesso luogo, sovrapposte, connesse, e molto diverse tra loro.
Trattandosi di un piccolo monte, il percorso che abbiamo seguito è stato elicoidale, e le soglie che abbiamo attraversato non sono state lungo una traiettoria orizzontale ma piuttosto verticale.
I temi principali sono:

-MATTINO-Desideri e prospettive collettivi: l’importanza e le speranze di diventare un importante nodo in seguito all’apertura di un nuovo casello autostradale

-SERA-Convivenze e micro-spostamenti di abitanti: residenti nei nuovi insediamenti a valle e il centro storico semi-abbandonato riempito con anziani ed immigrati

-NOTTE-L’oro nero del monte Soratte: le potenzialità del luogo e le persistenze della storia e della memoria
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-MATTINO-Desideri e prospettive collettivi

ottobre 21, 2006

-MATTINO-Desideri e prospettive collettivi: l’importanza e le speranze di diventare un importante nodo in seguito all’apertura di un nuovo casello autostradale

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Il giovane William ci accompagna fino alla cima che si trova a 691 m slm (varie ore di cammino). Incontriamo carbonaie e cave di calce.. rimasugli di un economia agricola che sostentava il paese fino a pochi anni fa.
Oggi invece c’è la riserva! Il futuro è nel turismo!
Ecco infatti il nuovissimo teatro all’aperto, dove hanno anche fatto “l’opera” l’estate scorsa!

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Ci accorgiamo di come lui ama il suo monte, il suo parco, e spera che diventi una riserva naturale visitata da quanta più gente possibile. Lui e i “giovani” di Sant’Oreste vorrebbero vivere di ciò, e per questo studiano la storia e la geografia dei luoghi.

IL TEMA PRINCIPALE E’ COME QUESTI LUOGHI, CHE NON VIVONO PIU’ DEI FRUTTI DELLA TERRA, HANNO LA PROSPETTIVA DI VIVERE DI TURISMO. SI VORREBE INTERCETTARE IL TURISMO DI ROMA , O IN ALTERNATIVA IL TURISMO DEI ROMANI.

Ecco quindi il favore della popolazione per il parco naturale.
Tutto ciò però porta a delle contraddizioni curiose:
– La grande conquista del casello autostradale (addirittura con la dizione “Monte Soratte”) porterà un (teorico) nuovo flusso.

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– Questo nuovo flusso sarà aiutato dalla costruzione di un grande OUTLET commerciale in corrispondenza del casello. Il nuovo centro commerciale, oltre a portare (teorico) lavoro, “regalerà” uno spazio di ben 220 mq al suo interno per promuovere il parco del monte Soratte. Evviva quindi la costruzione centro commerciale (in finto stile medievale per rispettare il luogo) e le migliaia di auto domenicali perché, nei desideri degli abitanti, porterà benessere. Quindi verosimilmente credono che chi va a fare la spesa poi si faccia un escursione nel parco, e chissà che non si fermi a dormire in un bed and breakfast tra le centinaia che sorgeranno quando aprirà l’OUTLET.

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– La visione dall’alto ci permette di individuare una lottizzazione industriale incompiuta. Chiediamo il perché e ci spiegano che hanno finanziato la zona produttiva nel comune di Rignano Flaminio, ma questi qua volevano una strada per camion che connettesse la zona produttiva all’autostrada, e questa passava proprio sotto il Soratte. Non sia mai! Risultato: area produttiva mai attivata. Microinteressi e visioni economiche che si scontrano. E’ da notare che qui siamo lungo l’asse infrastrutturale NORD-SUD più importante a livello Nazionale (la TAV, la A1 etc), ma ciò verrà approfondito nella categoria NODO sul Tevere.

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– Le persistenze storiche del Soratte sono molte e complesse. Chiaccherando con l’assessore vediamo che nei desideri dell’amministrazione vi è una sincera ma ingenua spinta all’innovazione: Beauty Farm nelle vecchie gallerie militari, Ostello (dove dormiamo) nelle ex.caserme s.s., Bed and Breakfast e centri commerciali. Tutte queste visioni sono rivolte alla popolazione indigena ma non tengono conto di come stiano cambiando gli abitanti: per indagare ciò andiamo a Sant’Oreste.


-SERA-Convivenze e micro-spostamenti di abitanti

ottobre 20, 2006

-SERA-Convivenze e micro-spostamenti di abitanti: residenti nei nuovi insediamenti a valle e il centro storico semi-abbandonato riempito con anziani ed immigrati

Nei racconti delle persone che incontriamo, Sant’Oreste appare come un paese che dopo le 8 di sera diventa pericoloso per la presenza di “IMMIGRATI UBRIACHI E VIOLENTI”. Notiamo infatti come la popolazione si sia spostata in alcuni insediamenti residenziali alle falde del monte. Incuriositi andiamo in orario serale in centro paese, e notiamo come l’immaginario degli abitanti sia sfasato rispetto alla nostra esperienza. Ci avevano raccontato che in centro erano rimaste solo le “nonne” e gli immigrati. Le nonne perché “chi glielo fa fare di spostarsi a quell’età?” e gli immigrati perché “ci sono dei delinquenti che gli affittano una stanza anche ad 8 persone lì”. La situazione che abbiamo osservato è invece quella di una perfetta convivenza, con una certa decadenza del commercio al dettaglio (i piccoli negozi) come in tutti i piccoli centri storici residenziali (probabilmente proprio per la presenza di ipermercati e centri commerciali).

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Verifichiamo però come le visioni e le proposte per il futuro di Sant’Oreste non tengano minimamente conto di una grande fetta di abitanti immigrati e pendolari. Già, perché una gran parte delle trasformazioni di questi territori sono dovuti al pendolarismo. Nuovi abitanti, romani o immigrati che siano, si stanno trasferendo da Roma alla Campagna (o all’oltrecittà?). Questo sta trasformando profondamente il tessuto urbano, ma affronteremo questo tema in un post specifico. A Sant’Oreste però i nuovi servizi vengono rivolti alle nuove zone residenziali piuttosto che animare o rivitalizzare il centro storico, perché gli abitanti “votanti” risiedono ormai fuori dal centro.

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-NOTTE- L’oro nero del monte Soratte

ottobre 20, 2006

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Arrivata la notte scopriamo l’anima oscura del Soratte.

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Già il fatto di dormire nelle ex-caserme s.s. da dove Kesserling impartì l’ordine delle Fosse Ardeatine ci fa una certa impressione, unita la fatto che il Monte viene soprannominato la “Capoccia di Mussolini” vista la silhouette che ricorda un volto adagiato di profilo.

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Il fatto interessante è che il monte (stranamente di origine Carsica e quindi già di per se con delle cavità naturali molto grandi), è traforato da oltre 15 Km di Gallerie Militari.
Sono gallerie molto strane… una vera e propia città sotterranea.
1938-44 Cominciate dai Fascisti per insediarci una fabbrica di Bombe della Breda (dove lavoravano molti abitanti),
1945-46 Con la guerra le S.S. ne fanno un importante base-deposito strategico. E’ deposito di armi e base in cui si rifugiano durante la ritirara. Durante la resistenza torturano i partigiani… da qui parte l’ordine di Kesserling, dopo una telefonata con Hitler, per l’esecuzione delle Fosse Ardatine.
1946-47 Vengono depredate durante la resistenza (gli arredi e i “pezzi” di molte sezioni sono disseminate nelle case degli abitanti di Sant’Oreste). Nasce la leggenda dell’Oro del Soratte, cioè che venga nascosto nelle gallerie l’oro dell Banca d’Italia depredato dai Tedeschi.
Anni ’50 Le gallerie vengono chiuse in parte dall’esercito e vi è una famosa campagna d’esplorazione per ritrovare l’oro guidata da Guglielmo Giannini, fondatore del partito dell’uomo qualunque.
Anni ‘60/’70: in clima da guerra fredda viene costruito (finito?) il bunker antiatomico per il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio in caso di attacco Atomico (struttura antisismica con tanto di chiesa e sale di controllo).
ANNI’80-2000: apparente dismissione delle gallerie anche se vengono denunciate diverse stranezze da parte degli abitanti:
– Voli notturni di elicotteri militari
– Bolletta elettrica più alta dei comuni limitrofi per un presunto macchinario militare all’interno del monte
– Maggiore frequenza statistica di malattie dovute a radiazioni.
Nonostante queste ultime possano sembrare leggende metropolitane (e probabilmente lo sono), è interessantissimo vedere come dentro le gallerie vi siano segnali di orientamento lasciati dagli abitanti che le esplorano. Inoltre alcuni hanno riunito i disegni per cercare di evincerne una mappa credibile. La mappa è impossibile da fare poiché molte gallerie sono apparentemente chiuse da pareti murate, che però ne lasciano supporre il prolungamento.
Durante la giornata gli abitanti parlavano sempre in maniera molto vaga di queste gallerie, forse perché entrarci è reato… però abbiamo riscontrato come sia una sorta di “segreto” che condivide la comunità… oltre ad una tra le maggiori potenzialità.

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Tutti questi aspetti rendono il parco del Soratte un luogo che ha diverse stratigrafie; sociali, storiche, fisiche e nell’immaginario delle persone. Questa complessità è la vera risorsa di un luogo che invece vorrebbe diventare una probabile disneyland dell’ecologia.


Provaquesta è una prova

ottobre 16, 2006